Area Malattia · Follow-up

Fine terapia: e adesso cosa succede?

La fine delle cure oncologiche di un bambino o di un ragazzo è un traguardo importante per tutta la famiglia, un momento atteso a lungo e le emozioni che ci si aspetta di provare sono unicamente positive: grande gioia, sollievo e la sensazione di poter mettere dietro alle spalle un periodo difficile, duro e pieno di incertezze.

Tuttavia, molti genitori raccontano che, proprio quando si aspettavano solamente sollievo e leggerezza, arrivano anche emozioni diverse, a volte contemporaneamente a quelle positive: la paura che la malattia possa tornare, l’ansia per ogni piccolo segnale del corpo, la fatica a ritrovare una quotidianità che sembra cambiata. Dopo un’esperienza così traumatica e intensa i controlli in ospedale si fanno via via più diradati, e questo da una parte fa sentire più liberi, dall’altra fa temere che le visite meno frequenti possano occultare eventuali problematiche, in particolare effetti collaterali importanti o segnali di ritorno della malattia.

In molti casi, la sensazione più difficile è proprio questa: non essere più “seguiti ogni giorno” dall’équipe che ha accompagnato le cure. È un passaggio che può far sentire soli o scoperti, anche se i controlli continuano.

È molto comune sentirsi così e provare sentimenti ed emozioni contrastanti.

Anche per i bambini e i ragazzi questo passaggio non è uguale per tutti. Alcuni riprendono rapidamente scuola e attività extrascolastiche, amici e vita quotidiana. Altri hanno bisogno di più tempo per sentirsi di nuovo sicuri fuori dall’ospedale. Per gli adolescenti ci sono delle peculiarità aggiuntive che richiedono una specifica attenzione.

E per alcuni, la vita dopo le cure porta con sé anche cambiamenti più evidenti o permanenti, legati alla malattia o alle terapie ricevute. Possono essere cambiamenti fisici, o bisogni nuovi con cui imparare a convivere nel tempo. In questi casi, parlare di “ritorno alla normalità” può non essere del tutto realistico.

Questo non significa non poter costruire una vita piena. Significa, piuttosto, costruire nel tempo un nuovo equilibrio, che tenga insieme quello che è stato e quello che viene dopo.

Non c’è un modo giusto o sbagliato di vivere questo momento perché ogni storia è diversa.

Per molte famiglie, la fine delle cure non è un ritorno immediato alla vita di prima, ma l’inizio di una nuova fase da imparare a conoscere. Quello che però è importante sapere è che non si ricomincia da capo. Si riparte da tutto quello che è stato attraversato, con tempi diversi, con attenzioni diverse, ma dentro una vita che può tornare ad allargarsi.

Ed è qui che entra in gioco il follow-up: un percorso di controlli e accompagnamento che continua nel tempo, per seguire la crescita, la salute e il benessere, e intercettare precocemente eventuali effetti delle terapie.

Le cure finiscono, ma il percorso di cura continua in un’altra forma.