Area Malattia · Follow-up

Effetti tardivi

I progressi straordinari nella cura dei tumori pediatrici hanno portato ad un grande incremento nel numero dei bambini e ragazzi che guariscono e diventano adulti; gli attuali protocolli terapeutici consentono la guarigione in media di circa l’80% dei bambini e ragazzi che si ammalano di tumore, percentuale che tuttavia varia significativamente a seconda del tipo di patologia. Ad oggi si stima che in Italia ci siano quasi 50.000 persone guarite ovvero che hanno avuto un tumore da bambini o da adolescenti e sono in remissione completa dopo almeno 5 anni dalla fine delle terapie.

Con il passaggio all’età adulta questa popolazione di bambini e ragazzi guariti (termine medico corretto: lungo-sopravviventi) necessita di attenzioni particolari, in quanto le cure antitumorali ricevute in un momento delicato quale quello della crescita possono determinare effetti tossici su organi o apparati dell’organismo, che possono rendersi manifesti anche dopo molti anni dall’avvenuta esposizione al trattamento antitumorale.

Il rischio di effetti tardivi è molto soggettivo e dipende da fattori quali il tipo di tumore, i trattamenti effettuati (tipo di terapia: chemioterapia, radioterapia e dosi, chirurgia) e fattori individuali (quali genere, età, altri fattori).

Essere consapevoli di tale rischio può essere fonte di grande ansia sia per gli ex pazienti che per i genitori; d’altra parte, è importante sapere che con il follow-up a lungo termine e avvalendosi di uno strumento quale il Passaporto del guarito (vedi di seguito) tale rischio può essere gestito molto meglio, con un programma personalizzato di screening e controlli che consenta l’individuazione e il trattamento precoce di eventuali problemi che si dovessero manifestare. È fondamentale anche seguire un sano e corretto stile di vita (alimentazione, attività fisica, astensione dal fumo e dall’abuso di alcol) e gli interventi di educazione alla salute sono quindi fondamentali.

Gli effetti tardivi possono essere fisici, psicologici/emotivi o cognitivi.

Per quanto riguarda gli effetti tardivi fisici, i dati nazionali e internazionali dimostrano che i guariti da tumore in età pediatrica presentano, rispetto ai loro coetanei, una maggiore probabilità di sviluppare nel tempo una o più patologie croniche di entità variabile. Questi effetti possono emergere anche a distanza di molti anni dalla fine delle terapie e tendono a coinvolgere diversi organi e apparati. Tra le condizioni più frequentemente osservate rientrano i disturbi endocrini, come alterazioni della crescita, disfunzioni della tiroide e problematiche legate alla pubertà o alla fertilità. Sono inoltre descritti possibili effetti a carico dell’apparato cardiovascolare, con un aumento del rischio di cardiopatie, alterazioni del ritmo cardiaco e, nei casi più complessi, insufficienza cardiaca. Altri sistemi possono essere interessati, come quello respiratorio e quello muscolo-scheletrico, con possibili difficoltà funzionali o dolori cronici. Nel complesso, anche se non tutti i soggetti sviluppano complicanze importanti, il rischio globale di condizioni croniche nel lungo termine risulta più elevato rispetto al resto della popolazione e richiede un monitoraggio a lungo termine e un follow-up specialistico continuativo.

Gli effetti tardivi nella sfera psicologica ed emotiva includono cambiamenti nell’umore, nei sentimenti e nei comportamenti. Molti bambini/ragazzi mostrano una grande resilienza, mentre altri possono sperimentare problemi sociali o emotivi. Se il bambino o il ragazzo non dorme bene e non prova più piacere nelle attività che prima amava, è importante parlarne con il medico di riferimento per una valutazione. Alcuni bambini sviluppano il disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Questo disturbo d’ansia si manifesta in risposta a lesioni fisiche o a gravi traumi mentali o emotivi. I sintomi del PTSD possono includere flashback della diagnosi o del trattamento, evitamento di luoghi che ricordano l’esperienza, e stati di paura, irritabilità, insonnia o difficoltà di concentrazione. È possibile chiedere all’équipe sanitaria di riferimento indicazioni sulle risorse di supporto psicologico disponibili sul territorio oppure contattare le associazioni di oncologia pediatrica per conoscere servizi e iniziative attive in questo ambito.

Gli effetti tardivi cognitivi riguardano cambiamenti nella capacità del bambino di memorizzare, imparare e pensare. Questi tipi di effetti tardivi sono più probabili nei bambini che hanno avuto determinati tumori, come tumori del cervello e del midollo spinale, tumori della testa e del collo e alcune neoplasie, e che hanno ricevuto trattamenti come la radioterapia alla testa e alcuni tipi di chemioterapia. Questi effetti sono inoltre più probabili nei bambini trattati in età molto precoce, che hanno ricevuto dosi molto elevate di terapia o che hanno seguito trattamenti per lunghi periodi.